mercoledì 21 marzo 2012

Hennè: primi passi...

Cos'è l'hennè o per meglio dire l'henna?

L'henna è una pianta tintoria proveniente da alcune regioni asiatiche/medio orientiali (EGITTO, PAKISTAN, INDIA), IL suo nome scientifico è LAWSONIA INERMIS e viene utilizzata per colorare capelli e fare tatuaggi semi-permanenti (Mehandi).

Il vero è unico colore dato dalla lawsonia è il rosso, quello che viene impropriamente chiamato hennè nero non è lawosonia ma un'altra pianta ovvero l' INDIGOFERA TINCTORIA, mentre il cosiddetto hennè neutro non è altro che della CASSIA OBOVATA.

Perché utilizzare le erbe tintorie?

Perché hanno dei benefici sui capelli: l'hennè in particolar modo è un seboregolatore (aiuta ad eliminare forfora e i problemi di cute grassa) inoltre si deposita sul capello (e non NEL capello come le normali tinte) e lo rinforza, dandogli più corpo e maggiore lucentezza. Al contrario dei trattamenti chimici hanno meno controindicazioni. MENO, però, non significa AFFATTO. Ma è meglio procedere per gradi...

Quando si compra l'henna (ma tutte le tinte vegetali, in generale) bisogna sempre accertare che si tratti di un prodotto naturale al 100%, senza l'aggiunta di PICRAMATO (di sodio) che è una sostanza pericolosa: il picramato viene aggiunto all'hennè per avere un colore rosso più intenso ma al di sopra dello 0,1% è considerato tossico per l'organismo. Anche al di sotto di questa soglia, però è poco consigliabile: sempre meglio prendere un hennè puro anche se il risultato sarà un rosso meno acceso (MENO COLORE=PIU' SALUTE).

Ho letto articoli in cui si parlava della Lawsonia come una pianta abortiva, per cui va evitato il contatto in gravidanza. Stessa cosa per il picramato!

Che marca di Hennè comprare?

Io sinceramente sconsiglio di prenderlo in erboristeria, costa molto, è di pessima qualità e conservato malissimo (l'henna va sigillato per mantenere la freschezza e di conseguenza la capacità tintoria).

Molto bene le marche per tatuaggi: lo Zubeda ad esempio, lo Zarqa o il Jamila (da molte donne considerato il nec plus ultra), ma sono di difficile reperibilità: si possono comprare su internet o nei negozietti pakistani/indiani. Lo stesso Jamila esiste in due varianti: una per tatuaggi ed una "for hair". La prima è il top del top, conservata in una bustina "salva freschezza", ha una data di scadenza ben precisa e l'indicazione dell'anno di raccolto. Il "for hair" è conservato meno bene, è meno fresco, ma rimane comunque un ottimo hennè.

Il problema, invece delle marche da supermercato, tipo il FORSAN (acqua&sapone, ma solo rosso egiziano - lawsonia 100%-, nelle altre nuances c'è il picramato) è che la foglia è macinata meno finemente ed è di difficile stesura, inoltre l'odore è insopportabile.

Comunque tutti gli hennè puri al 100% vanno bene, ci sono quelli grossolani, quelli più fini, più aranciati, o quelli che virano più sul ciliegia, ma molto dipende anche dalla preparazione: come al solito bisogna sperimentare.

Come si prepara l'hennè?

Intanto mettetevi l'anima in pace perché PREPARARE L'HENNA E' UNA GRANDE SCOCCIATURA, il procedimento è lungo ed anche i tempi di posa sono dilatatissimi.

Per prima cosa bisogna decidere se si vogliono avere dei riflessi più caldi (ramati) o più freddi (ciliegia):

nel caso si vogliano riflessi ramati bisogna mettere l'hennè in un contenitore di plastica (MAI USARE ACCIAIO O METALLI!) e mischiarlo (utilizzando un cucchiaio di legno o plastica) con del succo di limone o con dell'aceto, inizialmente, poi con dell'acqua distillata. Bagnare tutta la polvere, ma senza esagerare, deve essere tutto molto denso, grumoso direi, (la consistenza va aggiustata prima della stesura sulla testa). Bisogna chiudere il contenitore di plastica con una pellicola (NO ALLUMINIO) e tenere a riposo in un luogo dove non ci siano sbalzi di temperatura, finchè l'henna non avrà rilasciato il colore (dalle 6 ore ad una giornata intera, dipende molto dalla temperatura).

Prima di passare alla stesura bisogna lavare i capelli, io personalmente li lavo con del sapone di marsiglia (cosa che solitamente non va MAI fatta) perché il sapone essendo basico apre bene tutte le squame del capello e permette all'hennè di penetrare meglio. Dopo aver asciugato i capelli si corregge la densità della tintura con dello yogurt (c'è chi aggiunge anche il miele per addolcire il composto): fate attenzione, perché più il composto sarà liquido, più vi colerà addosso, meglio una densità tipo balsamo. NON AGGIUNGERE MAI OLI O BURRI: si formerà una patina sul capello che impedirà l'assorbimento del colore!

Se volete ottenere un colore più scuro e inteso è consigliabile aggiungere una decina di gocce di olio essenziale di tea tree o di lavanda, se non ne avete: quest'ultima vi aiuterà ad attenuare l'odore che per alcuni tipi di hennè è molto forte.

Spalmare sulle zone di attaccatura dei capelli e sulle orecchie della crema bella untuosa, per evitare di ritrovavi la pelle tinta di rosso.

Iniziare con la stesura che è soggettiva (c'è chi inizia dalla fronte, chi dalla nuca) fatevi aiutare da qualcuno se potete. Io sinceramente mi metto a testa in giù nella vasca per evitare disastri cromatici in bagno...

Una volta steso il colore bisogna raccogliere i capelli sopra la testa e chiuderli nella pellicola trasparente ( fare un bel paccozzo, stile cuffia, che abbia una certa solidità), e farci sopra un bel turbante con un asciugamano vecchio (io utilizzo un cappello di lana bello grande).

Restare in posa per almeno 3 ore, ma più si lascerà il composto sulla testa più il colore sarà inteso (personalmente riesco a dormirci tutta la notte! Alla faccia della cervicale!).

In fine risciacquare abbondantemente senza utilizzare shampoo, al massimo dello yogurt o una noce di balsamo. Ah, per non intasare gli scarichi consiglio di fare un primo risciacquo in un secchio o bacile pieno di acqua da vuotare nel water.

Se si vogliono avere dei riflessi rosso ciliegia non bisogna mai utilizzare sostanze acide (yogurt, aceto, limone, acido citrico) nella preparazione del colore ma solo ed esclusivamente acqua distillata. Lo yogurt può essere utilizzato nel risciacquo, perché aiuta le squame del capello a serrarsi ed evitare l'effetto crespo.

La differenza sull'usare o meno una sostanza acida mi è stata spiegata così:

"In realtà l’acido citrico non inibisce il rilascio di colore, ma essendo un agente riducente, dona i propri elettroni al lawsone (2-idrossi-1,4-naftochinone). In questo modo il cromoforo (molecola di lawsone) assorbe la luce in maniera diversa. Con un elettrone aggiuntivo diventa giallo, con due elettroni in più diventa incolore. Però i prodotti della reazione di riduzione non sono stabili a causa dell’ossigeno presente nell’ aria. L’ossigeno riprende gli elettroni di troppo che ha il lawsone (ossidazione) riparando in questo modo il cromoforo e facendolo tornare arancione. Ma, visto che la riparazione del cromoforo non avviene al 100%, la colorazione fatta con lawsone + limone rimane più ramata rispetto al lawsone + acqua distillata che vira verso il rosso-ciliegia."

Ma l'hennè copre i capelli bianchi?

NI. Ovvero li tinge di un rosso molto tenue, che con il tempo tende fortunatamente a stratificarsi. Diciamo che in sostanza si notano meno.

Ma se non voglio diventare rossa?

Questa è un'altra storia, un passo alla volta. :)

sabato 11 febbraio 2012

Shampoo ecobio - ricetta e siti in cui reperire materie prime -

Fare i prodotti cosmetici in casa significa, come per il sapone, sapere esattamente con cosa vi lavate e cosa mettete sul vostro corpo. Inoltre potete utilizzare materie prime a bassissimo impatto ambientale, al contrario di quelle contenute nei cosmetici in commercio.

La ricetta dello shampoo che utilizzo l'ho presa dal blog della Patty. E' pieno di ricette interessanti, illustrate sinteticamente e allo stesso tempo in modo esaustivo: inoltre se avete dei dubbi e volete dei consigli mi sembra molto gentile e disponibile.


http://mieicosmetici.blogspot.com/2009/02/shampoo-100-eco-e-bio.html


Consigli:


-Se avete i capelli che si appesantiscono subito probabilmente rimarrete un po' delusi, perché questo non è uno shampoo che sgrassa tantissimo. Invece risulta ottimo per chi, come me, ha i capelli secchi tendenti al crespo. Comunque insistete un po', se proprio non vi trovate, cercate in commercio degli shampoo ecobio per il vostro tipo di capelli. Insomma, come per tutti i prodotti cosmetici bisogna guardarsi in giro e provare.


-Se volete sperimentare state attenti con i tensioattivi, ognuno ha il suo potere lavante: quindi le formule vanno sempre bilanciate e non si può fare a occhio, rischiate di rovinarvi i capelli. Il discorso sui tensioattivi è molto lungo: le diverse tipologie vanno a operare in modo sinergico solo se tra di loro c'è una proporzione ben precisa. A meno che non si abbia buona padronanza delle formule sconsiglio vivamente di modificare le ricette.


-Betaina betaina, mannaggia la betaina. Per bilanciare una formula sono indispensabili dei tensioattivi chiamati betaine. Come ad esempio Cocamidopropil betaine. Le betaine sono molto importanti nelle formulazioni, senza di esse lo shampoo o il detergente risulterà irritante: come lavarsi i capelli con del detersivo per piatti, insomma. Non comprare assolutamente la betaina anidra, perché non è un tensioattivo. E' un condizionante e va bene nella formulazione dei balsamo, ad esempio. Fate attenzione perché alcuni siti che vendono materie prime cosmetiche la spacciano come tensioattivo ma è una molecola decisamente diversa!


Siti su cui reperire le materie prime (o almeno quelli da cui compro: ce ne sono molti molti altri):


-Aromazone: è un sito francese dove vendono di tutto. E' un po' caro, ma per quanto riguarda gli Oli essenziali i prezzi sono vantaggiosi. I prodotti sono biologici e certificati ecocert, quindi a basso impatto ambientale e che non risultano nocivi per la salute. Veloci nella spedizione.


http://www.aroma-zone.com/aroma/accueil_fra.asp


-Farmacia Vernile: è un sito molto fornito, dove ad esempio compro i conservanti, alcuni tensioattivi... ma c'è veramente di tutto. Attenzione agli ingredienti attivi, soprattutto quelli in soluzione, che sono ottimi ma non sono prodotti con criteri ecobiologici: spesso contengono dei conservanti non molto simpatici. I poprietari sono gentili e disponibili.


http://www.farmaciavernile.it/


-Dadalindo: è un sito abbastanza caro ma alcune cose hanno un ottimo prezzo.


http://www.dadalindo.it/categorie-1437/Materie-prime.aspx


mercoledì 1 febbraio 2012

Sapone fatto in casa

E' quasi un anno che ho iniziato a fare del sapone in casa: autarchia portami via! Ci sono tanti gruppi su internet dedicati alla saponificazione DIY, e sono interessantissimi e pieni di idee. Consiglio questo sito http://www.ilmiosapone.it/ , dove troverete delle informazioni utilissime per neofiti e non: ricette, ma soprattutto un'attenta descrizione dei vari metodi e delle PRECAUZIONI da utilizzare. Ricordiamoci sempre che si lavora con la SODA CAUSTICA che è pericolosissima, per cui come dicono gli anglofoni "glasses and goggles": occhiali protettivi e guanti sono d'obbligo.
Con le ricette ci si può sbizzarrire in mille modi, utilizzare oli diversi, colori sintetici o naturali, oli essenziali o fragranze.
Qualche consiglio per chi inizia:
-Bisogna sapere a menadito i coefficienti di saponificazione, saper calcolare la soda e la quantità di acqua, perché se non si rispettano determinate regole e quantità il sapone verrà CAUSTICO quindi pericoloso a dannosissimo per la vostra pelle.
-Cercate di farvi una buona cultura sugli oli essenziali, perché hanno molte controindicazioni: sono naturali, ma questo non significa che non siano tossici. Vanno utilizzati con parsimonia, inoltre alcuni di loro sono fotosensibili (se applicati sulla pelle con il contatto diretto del sole creano macchie indelebili: parliamo soprattutto degli oli essenziali derivati dagli agrumi). Con la saponificazione, essendo oli, reagiranno con la soda e di lor rimarrà ben poco: ma non utilizzateli sui bambini piccoli e se siete incinta (CONTENGONO SOSTANZE ABORTIVE). Fare un sapone senza profumo non significa fare un sapone che non pulisce.
-Per profumare non utilizzate le essenze per ambienti che trovate nei negozi "tutto ad 1 euro" perché sono irritanti. Se decidete di usare fragranze cosmetiche ricordate che tendono ad essere allergizzanti quindi evitatele sui bambini e ovviamente se siete in dolce attesa.
-Per colorare il sapone esistono dei colori appositi (ultramarini, miche, ossidi). Ma se vogliamo un sapone vegetale e con pochi prodotti di sintesi possiamo utilizzare erbe tintorie o spezie colorate ad esempio il cacao, la curcuma, il carbone vegetale, il caffè, l'indaco, polvere di barbabietola, zafferano...
-La scelta dei grassi è quasi infinita e la loro combinazione produce saponi per mille tipi di pelle ed utilizzi. Purtroppo la maggior parte non è di facile reperibilità. Ricordate che anche il solo olio di oliva da un eccellente sapone, anche se fa poca schiuma. Un ottimo grasso utilizzabile per la saponificazione è anche lo strutto, ma ovviamente crea problemi a chi ha un determinato atteggiamento etico come ad esempio i vegan o vegetariani: si sostituisce con l'olio di palma (il nome PALM-OLIVE vi suggerisce qualcosa?), ma anche questo è un prodotto che porta con se una brutale storia di sfruttamento ambientale. In commercio, su siti specializzati, ci sono oli di palma biologici e prodotti in modo sostenibile, ovviamente il prezzo è maggiore. Comunque ogni olio ha la sua caratteristica, viene consigliato in una determinata dose ed ha una sua finalità peculiare. Anche su questo bisogna farsi una vera e propria cultura.
-I saponi fatti in casa tendono praticamente tutti a fare il così detto "effetto bavetta" ovvero il sapone una volta utilizzato tende un po' a sciogliersi ed a formare un po' "bavetta", appunto, che si deposita sul fondo del portasapone; non vi preoccupate perché non è altro che glicerina (prodotto della saponificazione) e sapone: non potrà che far bene alla vostra pelle.
-Non cedete alla tentazione di lavarvi i capelli con il sapone o shampoo solido che sia: il sapone ha un ph basico mentre i capelli acido. In termini spiccioli il sapone aprirà tutte le squame dei vostri capelli che verranno fuori crespi e spenti. Anche il ph della pelle è acido ma essendo il sapone un prodotto che va lavato via (al contrario di una crema, ad esempio) la pelle non ne risente particolarmente: fare più attenzione per le zone intime, utilizzare un detergente apposito con ph fisiologico.


lunedì 21 novembre 2011

Ecobio mostri: L'olio Johnson's baby

Guardando tra i vari filmati, articoli, forum, una delle prime cose che si nota è che tra le sostanze Bandite con la B maiuscola ci sono i petrolati. I petrolati sono composti sintetici derivati dal petrolio, vengono utilizzati nei prodotti cosmetici perché danno alla pelle/capelli una FINTA sensazione di idratazione. In realtà li ricoprono con questa patina oleosa che non nutre affatto e secca ancor di più. Il risultato è che in brevissimo tempo la zona trattata sarà ancora più secca, e noi giù di petrolati ad idratare: un circolo vizioso e dannosissimo senza fine.
Il petrolato più famoso è dunque la Paraffina, the best of, tanto per capirci. la paraffina è contenuta in molti prodotti, ad esempio i così detti "cristalli liquidi", negli shampoo, nei balsami, nelle creme/oli ad esempio il famigerato Olio jonhson's baby, che come il nome ci suggerisce è addirittura un prodotto per lattanti.
Alcuni cosmetologi affermano che la paraffina non sia un ingrediente dannoso, che abbia come unico scopo quello di impedire la disidratazione della pelle. Ma se per evitare la disidratazione è necessario occludere i pori senza avere effettivamente nessuna azione attiva sulla pelle la cosa in termini cosmetici non ha molto senso. Wikipedia si esprime in modo differente: la paraffina dei cosmetici è talmente raffinata che non occlude i pori, cosa che farebbero invece molti oli vegetali, ma che ha un effettivo potere idratante.
A quanto pare le campane le abbiamo sentite praticamente tutte.
Se devo essere sincera ho letto molte più notizie allarmistiche che altro, ma comunque è sempre un'ottima cosa documentarsi.
Secondo la normativa europea la paraffina liquida contenuta nei cosmetici deve essere depurata fino al punto in cui le sostanze considerate cancerogene (perché alcuni petrolati, come la vaselina -che è un tipo di paraffina- SONO cancerogeni) abbiano un tasso molto basso e risultino innoque.
Nel dubbio e nella beata ignoranza di una neo ecobiovictim è preferibile evitare la paraffina ed i petrolati in generale. Perchè oltre ad esserete POTENZIALMENTE DANNOSI sono CERTAMENTE INQUINANTI.
Meglio usare un bell'olietto naturale come quello alle mandorle per il corpo o quello di cocco per i capelli.

PS: gli oli naturali devono essere PURI al 100%, perché, ironia della sorte, la maggior parte di quelli che si trovano in profumeria sono tagliati con la PARAFFINA!
^^'

venerdì 18 novembre 2011

Vecchi blog, roba nuova

Purtroppo, per me e per tutti quelli che mi sono vicini, il mio peggior difetto è l'incoerenza. INCOERENZA, va be', che parolone... per chi ha voglia di pontificare di certo lo sono, incoerente. Ma io la mia la chiamerei più "voglia compulsiva di fare tutto". Per usare un'espressione nobile (e beh, che c'è di male a lodarsi ogni tanto?) "sete insaziabile di sapere". Mi prodigo di slancio in qualsiasi tipo di attività per poi, poco dopo, disinteressarmene e focalizzare l'attenzione altrove.
Fortuna che una delle poche cose ferme e indiscutibili che animano i miei propositi è di certo un'incrollabile coscienza ecologista.
Purtroppo oltre che fare la differenziata, andare a piedi, fare spesa con le shopper di juta, saponificare qualche volta da me ed evitare sprechi non ho fatto molto altro...
Adesso sono alla fase successiva, quella della bioecocosmesi/bioecodetergenza.
Questo è il diario della svolta.


lunedì 29 dicembre 2008

Se si chiude una porta, e lo si fa volontariamente, non ha nessun senso riaprirla sovente per sputare a chi ci sta dietro.
Perchè a tosto trent'anni è quasi il caso di prendersi la responsabilità delle proprie azioni.